La rete italiana sull’Open Education
 

Riunione Bologna 7 ottobre 2022

SalaBorsa LAB

Dove & quando

DOVE: BOLOGNA

precisamente presso la Salaborsa Lab all’interno della Biblioteca Roberto Ruffilli, al primo piano di vicolo Bolognetti, 2.

QUANDO: Venerdi 7 ottobre 2022

ORARIO: dalle 10 alle 16

Programma

10:00 Avvio dei lavori: breve tour de table (Tutti)

10.30 Interventi 15 minuti a testa + 5 commenti

  1. Etica e femminismo dei dati nel metodo e nel merito dell’educazione aperta di Valentina Bazzarin – In questa breve presentazione verranno presentate alcune delle domande emerse durante i laboratori con ragazze e ragazzi delle scuole superiori o i seminari universitari tenuti tra il 2020 e il 2022 sul femminismo dei dati e sull’etica dei dati per la comunicazione. SLIDE
  2. I materiali digitali aperti per lo sviluppo della didattica e della ricerca per l’educazione musicale di Marcella Mandanici. – La disponibilità di materiali digitali e/o open source ha delle grandi potenzialità per lo sviluppo di una didattica dell’innovazione e della partecipazione. Inoltre i materiali aperti sono anche la logica premessa per la raccolta e gestione dei dati utenti, la cui analisi è fondamentale per la ricerca in campo educativo. SLIDE
  3. Welfare culturale ed educazione aperta di Paolo Martinelli, Giacomo Vincenzi e Flavia Politi. – Parleremo di laboratori inclusivi per la diffusione di competenze di cittadinanza digitale tra STEAM e Humanities e di due progetti europei dedicati ai temi delle Open Educational Resources e delle Open Solutions nella scuola secondaria di secondo grado nel periodo post pandemico. SLIDE

11.30 Focus group Encore+ – Progettiamo insieme il repository OER di domani? coordinano Matteo, Ana Cecilia e Stefania

12.30 Brainstorming sul futuro della rete Dove sarà OERItalia nel 2023 e nel 2032? “cosa vorrei facesse per me OERItalia” e “cosa potrei fare io per OERItalia nel 2023 e nel 2032?”

13,30 Pranzo trattoria Pane e Panelle – link a pagina fb (sito non funziona)

14.30 Planning sul futuro della rete: attività, idee, etc

16.00 Chiusura lavori

Come arrivare

Salaborsa Lab Roberto Ruffilli di Bologna, Vicolo Bolognetti 2 40125 Bologna [1]

Vedi su OpenStreetMap.

In treno

Dalla stazione di Bologna

  • A piedi: seguendo via dell’Indipendenza, svoltando a sinistra su via Rizzoli e infine prendendo via San Vitale si impiegano circa 30 minuti.
  • Con i mezzi pubblici: linea 32 direzione Porta San Mamolo, fermata Porta San Vitale

In auto

Parcheggi a pagamento

Quick – No Problem Parking S.p.A. Quick Policlinico Via Giovanna Zaccherini Alvisi, 12 40138 Bologna

Astronolo – Policlinico Via Oreste Regnoli, 2 40138 Bologna

Service + S.r.l. Officina Cotabo Ipergomme Via Mazzini, 26 40138 Bologna

Garage San Petronio Vecchio S.n.c. di Felix Gustavo Apolo Maguina & C. Garage San Petronio Vecchio Via S. Petronio Vecchio, 40/4A 40125 Bologna

Gli spazi di Salaborsa LAB

  • IngressoIngresso
  • Archivio Video LudicoArchivio Video Ludico
  • Stampa 3DStampa 3D

Partecipanti

È necessario confermare la partecipazione aggiungendosi qui. I posti disponibili sono circa 50 (da confermare).Dal vivo

  1. Eleonora Pantò —EleonoraP
  2. Fabio Nascimbeni
  3. Valentina Bazzarin
  4. Stefania Aceto
  5. Paolo Martinelli
  6. Marcella Mandanici
  7. Flavia Politi
  8. Leda Guidi
  9. Antonio Lo Cascio
  10. Jonathan Poritz
  11. Noemi Marchiotto
  12. Matteo Uggeri
  13. Ana Cecilia Rivera Alvarado
  14. Andrea Nelson Mauro
  15. Giacomo Vincenzi
  16. Giada Trisolini
  17. Federica Arenare
  18. Cristina Stefanelli

Online

  1. Valentina Goglio (solo pomeriggio)
  2. Emilio De Lorenzo
  3. Paola Corti

Le foto della giornata

  • Bologna e Patrick ZackiBologna e Patrick Zacki
  • Valentina BazzarinValentina Bazzarin
  • Riunione in Sala LabRiunione in Sala Lab
  • Il gruppo da "Pane e Panelle"Il gruppo da “Pane e Panelle”

Registrazione video

Sintesi della giornata

  • Benvenuto di Archilabo’ a cura di Paolo Martinelli
  • Presentazione dei partecipanti – tutti i presenti e anche i colleghi che seguono a distanza, tra cui il prof. Meo che ha inoltrato alla lista un documento con la sua proposta sulla piattaforma FARE.

I talk

 Valentina Bazzarin – collaborazioni con Archilabò per attività nelle scuole e con Period Think Thank – associazione presieduta da Leda Guidi. Presenta alcuni spunti/siti sul tema etica e femminismo intersezionale dei dati: è importante capire la qualità dei dati, che impatto hanno sulla nostra vita e come sono svolte le attività di analisi.  Presenta uno studio del MIT su Etica dei dati ecosistemi e infrastrutture basate sui dati; il sito datafeminism che produce anche un libro, le principali comunità italiane Spaghetti Open Data,  Open Data Sicilia, Datibenecomune ed europee come GenderDataLab (Catalonia). Insiste sul tema dei valori della condivisione e lascia una domanda aperte “come mettere in rete saperi e comunità”
Marcella Mandanici – Compositrice e musicista insegna tecniche di informatica musicale al conservatorio di Brescia.  Contrappone i “saperi granitici” (composizione musicale) agli ambienti fluidi (digitale?) Nella sua realtà i giovani non sanno  cosa sia il pensiero computazionale. Ha appena scritto un libro su Digital Music Resources proprio per favorire anche una maggiore consapevolezza, non esiste una comunita’ di riferimento sui materiali aperti per la didattica della musica. Ha creato una tassonomia condivisa per definire una modalita’ di catalogazione dei dati. Rifacendosi alle 5R, definisce una OER enabled pedagogy. Non ci sono dati open sull’uso delle piattaforme musicali. Alla fine dell’intervento propone di partecipare al bando PRIN che scade il 30 novembre

Paolo Martinelli rimanda alla presentazione fatta in apertura. Insiste sulla necessita di un’integrazione delle discipline STEAM con le discipline umanistiche. Molti data analyst hanno una formazione umanista. Serve progettare percorsi educativi su questi temi nell’educazione formale. Servirebbe un framework come il DigiComp anche su altri temi. 

Discussione

E’ difficile fare insegnamenti interdisciplinari. La ricerca interdisciplinare non e’ favorita (riconoscimento delle pubblicazioni). A scuola è quasi ostacolata.  Si riporta  l’esperienza di corso interdipartimentale fra PoliTo e UniTO  con ingegneria del cinema e scuola del cinema, a cui è seguita una forte richiesta di tesi, che non è stato possibile soddisfare per carenza di risorse. Non c’è stato un follow-up e mancano dati sulle possibilità occupazionali.  L ’incontro tra tecnologi e sapere crea qualcosa di profondamente diverso e nuovo. E’ necessario pensare a come faranno nel 2070 gli insegnanti che iniziano oggi senza competenze digitali, che sono importanti anche al conservatorio. Per l’acquisizione di competenza è interessa l’esperienza di un corso Erasmus in cui il modello della formazione a cascata non ha funzionato, mentre funziona il modello collaborativo di costruzione delle competenze fra studente e insegnante.

Focus Group Encore +

Il progetto Encore+ ha l’obiettivo di progettare un meta repository di OER. I partner sono università, centri di ricerca e le aziende che producono H5P e Canvas. Il progetto segue diversi aspetti: aspetti tecnologici, le policy, la sostenibilità. Vorrebbe essere una risposta europea ad altri modelli E’ stato volto un benchmark di repository e un Proof of concept del repository che prevede l’integrazione con H5P. Per valutare il POC e raccogliere impressioni da utilizzatori e sviluppatori è stata fatta una survey. Oggi si vorrebbe fare un focus su alcuni dei temi toccati con la survey e su tre aspetti.

1 - Qualità delle risorse   

Dato che non si vuole costruire l’ennesimo “cimitero” di risorse e quindi è necessario capire come garantire la qualita’ – Come fa Merlot che impiega una squadra di revisori? Come pagarle? Oppure utilizzare il modello wikipedia fatto da volontari. E quali risorse premiare

Discussione: Se costruiamo un repository diventiamo editori e un’utopia pensare di fare a meno degli editori. E’ necessario riabilitare gli editori attraverso un’etica nuova. Le OER non sono solo nella forma libro. Il mercato dell’editoria scolastica ha regole diverse. Le risorse autoprodotte andrebbero validate, come fa ad esempio il progetto di Book in Progress ma ad oggi non c’è ancora un modello di sostenibilità

2 - Sostenibilità 

I contenuti open devono necessariamente essere gratuiti, oppure per esser sostenibili si può far pagare qualcosa? E’ necessario recuperare il ruolo dell’editore? Nella musica ci si è liberati del concetto di editore e si va con l’autoproduzione. Esistono siti alternativi a Spotify come (inserisci nome) una piattaforma con un valore etico.

Discussione: Per garantire la sostenibilità si può utilizzare il modello contenuti gratis + servizio a pagamento. Autori riconosciuti possono offrire servizi come laboratori o webinar. Le OER se non organizzate in forma di libro di testo, non avrebbero successo a scuola. Ci vorrebbero piattaforme come Spotify ma serve una nuova literacy per i docenti. I proff dovrebbero essere incentivati a produrre dispense libere.

3  Cosa può fare una tecnologia come l’IA per Oer

Discussione: Tutto il gruppo concorda che l’approccio ipertecnosoluzionista non va bene Si fa riferimento alla funzione di Netflix che consiglia i film, da adottare per le OER La risposta è nella personalizzazione dei contenuti, non nella history di quelli visitati, ma su come interagisco con il sistema. Favorire lo scambio dentro le community. L’uso e il successo delle Edtech è legato ai modelli organizzativi dei sistemi educativi ed in particolare al contenimento dei costi.

Prossime azioni

Proposta 1 (E. Pantò) – Scrivere una lettera al Ministero della Transizione digitale/contattare Repubblica Digitale per offrire il supporto della Rete Open Education Italia all’adozione di politiche per le OER, in linea con la Raccomandazione UNESCO.

Proposta 2 (C. Stefanelli) – Rivedere il sito e ripensare alcune pagine in linea con i lettori target

Proposta 3 (P. Corti) – Partecipare come co-organizzatori nei webinars di accompagnamento all’Open Education che organizzerà il Politecnico di Milano (rivedendo i contenuti e magari facendo delle presentazioni)

Proposta 4 (V. Bazzarin) – dedicare una parte del sito a insegnanti scuole elementari, università, formazione, raccogliendo materiali open esistenti in Italiano (e in inglese se non esistono in italiano) creando dei percorsi guidati in diverse discipline

Proposta 5 (F. Nascimbeni) – scrivere delle “storie” (sotto forma di blogposts) di insegnamento open, iniziando con musica e pensiero computazionale